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SCIOPERO GENERALE 12 DICEMBRE 2014
NAPOLI 2014 - SCIOPERO GENERALE DELLA UILP CAMPANIA E NAPOLI
ROMA 2014 - MANIFESTAZIONE UILP CAMPANIA E NAPOLI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ABANO TERME 2014 - 10° CONGRESSO NAZIONALE UIL PENSIONATI
ADA - ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DEGLI ANZIANI PROMOSSA DALLA UILP
PRESIDIO PREFETTURA 9 GIUGNO 2015

------- SERVIZI UIL --------

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

BIAGIO CICCONE E’ IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL PENSIONATI DI NAPOLI E CAMPANIA


Da oggi la UIL Pensionati ha un nuovo timoniere, è Biagio Ciccone, eletto all'unanimità alla presenza dei lavoratori, dei pensionati e di Giovanni Sgambati e Romano Bellissima, rispettivamente segretari generali della UIL Campania e della UILP nazionale.
Classe ’57, convinto riformista, Biagio Ciccone ha cominciato presto la sua esperienza nel Sindacato. Storico rappresentante dei lavoratori dei settori chimico ed energetico, un tempo UILCEM oggi UILTEC, è stato anche segretario confederale della UIL Campania. Da oggi, guiderà la UILP e sarà il portavoce delle istanze di una categoria fragile e con molteplici problematiche come quella dei pensionati.

 

Lutto Nazionale per le vittime del terremoto

 

Domani , sabato 27 agosto, nella giornata di lutto nazionale proclamata per le vittime del terremoto che ha colpito le regioni dell'Italia centrale, le sedi della UIL Pensionati Campania, come quelle su tutto il territorio nazionale, avranno la bandiera italiana a mezz'asta.

 

 

 

Rivalutazione delle pensioni

La Uil Pensionati ha deciso, in accordo e con il sostegno di tutta la Uil, di fare ricorso collettivo alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per contestare la mancata attuazione integrale della sentenza della Corte Costituzionale n 70 che ha dichiarato incostituzionale il blocco totale della perequazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo. 

L’assunto è che le misure adottate dal Governo Renzi con il decreto legge 65 (convertito nella legge 109/2015), rimodulando ‘ora per allora’ il blocco della rivalutazione, vanificano gli effetti del pronunciamento della Corte Costituzionale, restituendo solo una piccola parte di quanto non percepito nel periodo 2012-2015, oltretutto escludendo una parte dei pensionati dal diritto a percepire qualsiasi restituzione. 

Quanto previsto nel DL 65, incidendo in modo retroattivo sul diritto dei pensionati a ottenere la restituzione integrale di quanto illegittimamente non percepito sulla base di una norma dichiarata incostituzionale, si pone in contrasto con il diritto a un equo processo, sancito dall’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e con il diritto al rispetto dei beni, garantito dall’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione stessa, avendo la Corte europea riconosciuto la natura patrimoniale dei trattamenti pensionistici in godimento. 

Il ricorso è seguito da uno studio legale internazionale e le spese per la sua predisposizione e per l’espletamento dell’attività difensiva sono a carico della Uilp. "Si tratta – dichiara il Segretario generale Uilp Romano Bellissima - di una azione collettiva: come Uilp avremo il mandato di rappresentare i pensionati nostri iscritti.

Visti i tempi brevi per la presentazione del ricorso, intendiamo raccogliere un numero sufficiente di ricorsi, di pensionati di tutte le aree del Paese e di tutti i gruppi reddituali coinvolti dalla Sentenza della Corte, rappresentativo di tutta la platea degli interessati. Per maggiori chiarimenti, invitiamo tutti i nostri iscritti a rivolgersi alle nostre sedi territoriali”. 

"Con questa azione collettiva vogliamo in sostanza dimostrare l’incompatibilità del DL 65 con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo", affermano il Segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo e il Segretario generale della Uilp Romano Bellissima. 

“Il nostro obiettivo – proseguono Barbagallo e Bellissima – è soprattutto politico. Se otterremo un pronunciamento a noi favorevole, trattandosi di una violazione che colpisce allo stesso modo un’intera categoria di soggetti, la Corte europea dei diritti dell’uomo potrà condannare il Governo italiano ad adottare tutte le misure necessarie ad eliminare le cause sistemiche all’origine della situazione ritenuta in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ciò consentirebbe di trovare una soluzione in grado di risolvere il problema della mancata perequazione per tutti i pensionati”. “Questa iniziativa si affianca ai ricorsi all’Inps e alle cause pilota che stiamo già realizzando in ogni Regione, sempre per ottenere il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale italiana. Siamo infatti convinti come Uilp e come Uil – concludono Barbagallo e Bellissima – che sia legittimo e necessario ripristinare un diritto che è stato negato ai pensionati e riaccendere i riflettori sulle molte discriminazioni e penalizzazioni di cui i pensionati sono vittime nel nostro Paese”. 

 

Roma 22 ottobre 2015

L'impegno oltre il calcio giocato: l'Olympic Salerno il 1 ottobre sosterrà la Giornata Internazionale della Terza Età, partner dell'iniziativa, l'associazione Ada Salerno

 

L'impegno oltre il calcio giocato: l'Olympic Salerno il 1 ottobre sosterrà la Giornata Internazionale della Terza Età, partner dell'iniziativa, l'associazione Ada Salerno.

Per tutta la stagione 2015/2016, L' Asd Olympic Salerno sensibilizzerà l'opinione pubblica con le Giornate Mondiali come in parte è già avvenuto lo scorso anno. Dopo la Giornata Internazionale della Pace celebrata lo scorso 21 settembre , continua l'impegno della Asd Olympic Salerno in questa direzione con il sostegno della Giornata Internazionale della Terza Età programmata per il 1 ottobre 2015.

 

 

 

Comunicato stampa n 22

23/9/2015

 

Per tutta la stagione 2015/2016, L' Asd Olympic Salernosensibilizzerà l'opinione pubblica con le Giornate Mondiali come in parte è già avvenuto lo scorso  anno.

Dopo la Giornata Internazionale della Pace celebrata lo scorso 21 settembre , continua l'impegno della Asd Olympic Salerno in questa direzione con il sostegno della Giornata  Internazionale della Terza Età programmata per il 1 ottobre 2015.

La giornata Internazionale della terza età è stata istituita dall'ONU nel 1990, con l'istituzione di questo Giorno si vuole rendere omaggio al contributo di questa importante parte della popolazione, riconoscendo il valore aggiunto che gli anziani rappresentano nell'organizzazione sociale. Un terzo della popolazione italiana appartiene alla fascia definita  Terza Età che comprende tutti gli individui che hanno superato i sessant'anni.

A dispetto di tutte le definizioni che si associano ad essa, quali "anziano" o "vecchio", gli appartenenti a questa categoria, sono pervasi da uno spirito giovanile ed esuberante e conducono una vita tutt'altro che monotona e triste. Oltre il calcio giocato  quindi va l'impegno dell'Olympic Salerno che sosterrà la Giornata Internazionale della Terza Età il prossimo 1 ottobre  con una piccola cerimonia pregara in cui verrà esposto uno striscione con un messaggio socialmente utile per quanto riguarda il tema della"Terza Età". Oltre all' Olympic Salerno, sosterrà il progetto abbinando il proprio logo all'Iniziativa della Giornata Internazionale della Terza Età , l'Associazione ADA Salerno (Associazione per i diritti degli anziani).

L'ADA  è un'associazione di volontariato per i diritti delle persone anziane che nasce nel 1990, aderisce al Forum nazionale del Terzo settore da aprile 2005 ed è un'associazione apolitica, apartitica e senza fini di lucro sviluppata a livello nazionale, con articolazioni regionali e anche provinciali. L'associazione affronta molteplici problemi riguardanti tutti i cittadini , prevalentemente gli anziani. Problemi di natura sanitaria, esistenziali, interrazionali, familiari, di rienserimento sociale,abitativi, sanitari, rapporti con la pubblica amministrazione  e comunque collegati al vivere quotidiano. Particolare importanza  nelle attività e finalità dell'associazione,  viene data al rapporto intergenerazionale, nella convinzione che lo scambio di esperienze tra giovani e anziani sia alla base di una società solidale e che gli anziani costituiscano una risorsa fondamentale del vivere civile. L'Ada, inoltre, è fortemente impegnata nel sostenere l'educazione permanente degli adulti, convinta che tra i diritti fondamentali degli anziani ci sia anche il diritto all'educazione e alla cultura per tutto l'arco della vita. Incentivare tra gli anziani nuovi saperi e conoscenze significa anche combattere l'esclusione sociale e migliorare la qualità della vita individuale, sociale e professionale. Presidente dell'ADA Salerno  il dottore Massimo Sabatino, per info e contatti  ADA Salerno via Paolo De Granita n 32 Salerno, 84100 Salerno, tel.089 488111- fax ufficio 08948811, email ufficio : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . L' Asd Olympic Salerno comunica che sono aperte le iscrizioni a tutti i corsi di Scuola Calcio per la stagione 2015-2016, inclusa la scuola calcio femminile rivolto a bambine dai 5 ai 10 anni con gruppi formati esclusivamente da piccole atlete. Per maggiori info 3288090105 oppure  www.olympicsalerno.it  La società biancorossa ricorda infine di avere perfezionato il nuovo piano marketing, in vista della prossima stagione sportiva, consultabile al seguente indirizzo www.olympicsalerno.it/partnership.php .

Tra le tante novità spicca  l 'Olympic Coupon, un carnet con oltre 100 euro di sconti offerti dai partner dell'Olympic Salerno Stuzzicante anche l'idea dell' "Olympic fan" una tessera creata ad hoc per i sostenitori dell'Olympic Salerno che , con una quota di 200 euro, permetterà di ricevere un kit di abbigliamento e gadget biancorossi. Tuttele informazioni sull'Olympic Salerno sono disponibili sul sito internet www.olympicsalerno.it .

Lettera aperta di Romano Bellissima, Segretario generale Uil Pensionati

 

 

 

 

Gli attacchi contro il sindacato portati avanti dal Governo e dai suoi attivisti, ministri, boiardi di Stato, economisti di parte, ecc. e sostenuti da alcuni giornalisti compiacenti non si contano più e hanno raggiunto ormai un ritmo quasi quotidiano.

L’origine, la natura di questi attacchi è politica e risponde a una strategia ben precisa: togliere di mezzo o quanto meno ridimensionare il sindacalismo confederale, unico vero ostacolo allo smantellamento del welfare, dei diritti dei pensionati e dei lavoratori.

La cosa che dovrebbe far riflettere gli italiani è questa: come mai un sistema politico caratterizzato da liti continue, anche all’interno dei singoli partiti, si trova poi d’accordo e si ricompatta – destra, sinistra e centro – nell’attacco al sindacato?

La spiegazione c’è. Il sistema politico attuale è composto da partiti liquidi e i liquidi per loro natura assumono la forma del contenitore del momento, contenitore che purtroppo oggi non viene prodotto in Italia. I partiti non sono più, come in passato, organizzazioni strutturate sul territorio, con propri organismi e solidi ideali da diffondere e sostenere. L’unico modo che hanno per conservare e conquistare il potere è far leva sulla propaganda, la demagogia, il populismo.

Questa condizione pone i partiti in uno stato di inferiorità democratica nei confronti di altre forze organizzate e strutturate su tutto il territorio nazionale, come il sindacato, che ha milioni di iscritti e simpatizzanti con i quali quotidianamente si confronta su tutte le questioni che li riguardano.

Il Presidente del Consiglio non ha mai accettato il confronto con il sindacato. Si è, anzi, speso molto per tentare di ridimensionarne ruolo e funzione, sino a minacciare ‘leggi speciali’.

Gli attacchi sono architettati in modo da far percepire alla pubblica opinione i sindacati esattamente come i partiti, un’altra casta di corrotti e privilegiati.

Anche i partiti di opposizione condividono questa linea di attacco alle organizzazioni sindacali. Per quali motivi accade questo? A mio parere, per due ragioni principali. Innanzitutto perché, come le forze di maggioranza, sono anch’essi partiti liquidi. Anche nell’opposizione è ormai molto difficile applicare le tradizionali distinzioni tra destra, sinistra e centro. Così come è difficile trovare formazioni politiche che vogliono, e sono in grado di, contrastare il pensiero unico neoliberista.

La seconda ragione è che gli attuali partiti di opposizione sperano di vincere le prossime elezioni e diventare a loro volta maggioranza. In quel caso, non vorrebbero trovarsi di fronte un sindacato forte e strutturato col quale dover fare i conti. Lasciano quindi che sia Renzi a fare il lavoro sporco per indebolire e rendere inoffensivo il sindacalismo confederale in Italia.

Se si analizzano poi nel merito con attenzione le accuse al sindacato, si scopre che sono spesso banali e strumentali.

Il Presidente del Consiglio ha ad esempio affermato che nel sindacato “girano più tessere che idee”. Che nei sindacati ci siano molte più adesioni che nei partiti politici è del tutto evidente; che manchino le idee è tutto da dimostrare. Come fa il Presidente Renzi a dire che il sindacato non ha idee se non ha mai discusso (forse non ha mai letto) i documenti che i sindacati hanno prodotto e non ha mai avuto il coraggio di confrontarsi con loro?

Il Presidente Renzi preferisce frequentare i salotti buoni, come Cernobbio, dove gli si dà ragione a prescindere delle cose che dice, magari facendosi precedere da qualche promessa appetibile, come quelle fatte alla Coldiretti di eliminare l’Irap e l’Imu agricole, prima di andare alla loro manifestazione presso l’Expo di Milano.

Quel giorno all’Expo, a pochi metri della manifestazione della Coldiretti, c’era anche l’iniziativa dei pensionati della Uil che, insieme ai rappresentanti dei pensionati del Brasile e alla presenza di un ministro dello Stato di San Paolo, discutevano della fame nel mondo. Lì il Presidente Renzi non si è fatto vedere, perché sapeva che i pensionati non l’avrebbero applaudito, viste le politiche attuate dal suo Governo nei loro confronti. Un Presidente del Consiglio che non ha mantenuto la promessa pubblica di estendere anche ai pensionati gli 80 euro dati ai lavoratori attivi e un Governo che ha ulteriormente penalizzato i pensionati non restituendo loro integralmente quanto maltolto dal Governo Monti.

Un altro attacco immotivato e inspiegabile è quello lanciato dalla ministra Maria Elena Boschi e dal presidente di Confindustria Squinzi, che hanno entrambi sostenuto che i sindacati hanno bloccato il Paese e impedito innovazione e sviluppo.

Alla ministra Boschi riconosciamo qualche attenuante, data la sua giovane età. Non ha infatti vissuto la storia economica e sociale del nostro Paese, specialmente quella degli Anni Novanta, e forse non ha avuto neanche il tempo di studiarla. È possibile che non conosca gli accordi interconfederali di quegli anni e che non sappia neanche che fu proprio grazie all’accordo interconfederale del 23 luglio 1993, meglio noto come l’accordo sulla politica dei redditi e l’occupazione, che si riuscì a realizzare un grandioso processo di risanamento economico, mai più ripetuto da nessun Governo – bocconiani compresi – che permise all’Italia l’ingresso già nella prima fase della moneta unica europea, come hanno poi onestamente riconosciuto il Presidente Ciampi e i maggiori economisti europei. La ministra può non sapere che quando nel 1992 l’operazione ‘mani pulite’ spazzò via i partiti della Prima Repubblica e l’Italia corse il rischio della destabilizzazione, furono ancora i sindacati confederali, i lavoratori, i pensionati, a costituire un riferimento democratico e un argine contro le spinte eversive.

E si potrebbe continuare ancora, ma forse è preferibile consigliare a tutti i detrattori di studiare la storia del nostro Paese e del movimento sindacale, prima di dire sciocchezze.

Il Paese, in verità, è stato bloccato dai tecnici, dai professori bocconiani, dall’arroganza dell’autosufficienza dei governanti improvvisati e dal loro rifiuto di ascoltare e confrontarsi con le forze sane del Paese.

Non possiamo, però, riconoscere le stesse attenuanti al presidente di Confindustria Squinzi, che quei tempi ha vissuto in prima persona, dandone, allora, un giudizio assai diverso dall’attuale. Una conversione al renzismo forse troppo interessata, considerate le politiche del Governo che hanno favorito gli imprenditori e la loro associazione? Certo è che il presidente Squinzi delude chi lo ha conosciuto in altre vesti e ha letto e ascoltato i sui discorsi fatti in altre epoche.

Purtroppo, questa è l’Italia di oggi, in cui prevalgono egoismi, individualismi e scarso senso dello Stato e della verità.

Gli attacchi contro il sindacato sono continui, incessanti. Ed ecco scendere in campo un altro pezzo da novanta, il professore bocconiano Tito Boeri, recentemente nominato da Renzi presidente dell’Inps. In questa veste, Boeri denuncia che molti sindacalisti percepiscono pensioni mediamente più alte dei lavoratori.

Bisognerà, anzitutto, spiegare a Boeri che in Italia tutti i lavoratori, gli artigiani, i commercianti, i preti, i sindacalisti, ecc. – esclusi i politici – vanno in pensione in base alla legge.

La prima domanda da farsi è: ci sono sindacalisti che percepiscono pensioni illegali? In tal caso, Boeri dovrebbe andare subito dal magistrato, non rilasciare dichiarazioni ai giornali.

Seconda domanda: questi sindacalisti hanno versato i contributi per avere diritto a quelle pensioni? Se sì, qual è il problema di Boeri come presidente dell’Inps? Se invece si trattasse di privilegi garantiti dalle leggi, Boeri deve sapere che le leggi in Italia le fanno i parlamentari, scelti dai partiti politici, non dai sindacati, né, purtroppo, dai cittadini. Se ci sono privilegi, storture, ingiustizie, incongruenze – e nel sistema previdenziale italiano ce ne sono parecchi – li ha prodotti, ancora una volta, la politica.

Un altro attacco teso a dimostrare che non c’è differenza tra sindacalisti e politici si basa sull’affermazione che anche tra i sindacalisti ci sono gli stipendi d’oro. Ora, che nelle grandi organizzazioni di massa ci possano essere casi, situazioni che sfuggono alle regole è sempre possibile ed è bene che il sindacato prosegua nell’opera di rafforzamento delle regole e dei controlli interni per evitare situazioni del genere. Affermare però che i sindacati sono come i partiti è una vera eresia.

Anzitutto, i sindacati utilizzano soldi privati, sono i contributi volontari dei lavoratori e pensionati a finanziarli, mentre la politica è finanziata da denari pubblici. Se un iscritto al sindacato non condivide più la linea sindacale o la gestione delle risorse ha tanti modi per intervenire e pretendere correzioni, fino a disdettare la delega e cessare così di finanziarlo. Nessun cittadino, invece, per quanto deluso, può dare disdetta alla politica, perché se non paga le tasse lo ‘spellano vivo’. Mi pare ci sia proprio una grande differenza.

Se poi si volesse spingere il confronto sul piano etico, basterebbe verificare quanti indagati, condannati, prescritti ci sono tra i componenti dei direttivi sindacali e quanti ce ne sono tra i componenti dei due rami del Parlamento. Con l’aggravante che i deputati e i senatori condannati, inquisiti ecc., sono spesso determinanti quando si votano leggi come quella contro la corruzione.

I sindacati confederali non temono minacce e intimidazioni e continueranno a battersi per il lavoro, lo sviluppo, l’equità, la giustizia sociale, la difesa del potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati, la tutela dei più deboli a partire delle persone non autosufficienti, per la libertà e la democrazia.

Auguri a Peppinotto che compie 100 anni

 
 
Festeggiamenti alla Lega UIL Pensionati di Massa Lubrense per i 100 anni del nostro pensionato Giuseppe De Gennaro (detto Peppinotto) con il Capo Lega Antonino De Gregorio, il Sindaco neo eletto Lorenzo Balducelli e la Segretaria Regionale Rosaria Borriello.

Nicola Caprio nuovo presidente del Csv Napoli

 

NAPOLI – È Nicola Caprio il nuovo presidente del CSV Napoli, il Centro di servizio per il volontariato di Napoli e provincia. 34 anni, Caprio è stato eletto ieri, 17 giugno, dal Consiglio Direttivo del Csv Napoli (del quale Caprio era già componente).

 

Nonostante la giovane età, il neopresidente ha una lunga esperienza nel mondo del volontariato e del sindacato. Già presidente di Ada Napoli (Associazione per i Diritti degli Anziani), attualmente è Vicepresidente Regionale di Ada Campania e Provinciale di Ada Napoli, nonché revisore dei conti per la Federazione Ada Nazionale. Inoltre, ricopre l’incarico di Segretario Regionale organizzativo della Uil pensionati Campania.

 

"Il mio sarà un percorso di continuità con il lavoro già svolto dal precedente presidente Giuseppe De Stefano, attuale vicario, che ringrazio per quanto ha fatto in questi anni. Allo stesso tempo, mi impegnerò a rilanciare il Csv Napoli ed il mondo del volontariato napoletano, puntando soprattutto a valorizzare le realtà territoriali e le associazioni del capoluogo e della provincia", dichiara Nicola Caprio.

 

I Csv, Centri Servizi per il Volontariato, sono strutture private di pubblica utilità, previste dall’articolo 15 della legge quadro sul volontariato, la legge 266/91, nate per erogare servizi alle associazioni di volontariato.

 

PRESIDIO 9 GIUGNO - DOCUMENTO UNITARIO SPI, FNP, UILP

 

                                                 

 

Il Governo Renzi ha deciso di dare attuazione alla Sentenza della Corte Costituzionale senza alcun confronto col sindacato, con un decreto legge che restituisce solo una parte di quanto dovuto e solo a una parte dei pensionati con pensioni sopra 3 volte il minimo, che rivaluta solo marginalmente il montante delle pensioni, e in questo modo gli effetti del blocco dell’indicizzazione del bienni 2012-2013 continueranno a ripercuotersi negativamente sugli importi futuri.

 

Questo modo di agire ancora una volta, come è già accaduto col Governo Monti, genera errori, discriminazioni e ingiustizie.

 

Va respinto con decisione il tentativo di criminalizzare i pensionati che, dopo anni di lavoro, di contributi versati, di tasse pagate più alte di tutti li altri pensionati europei, sono oggi additati come privilegiati che rubano il futuro ai giovani.

 

Si dimentica che i pensionati in questi ultimi anni di crisi economica, aggravata dalle errate e unilaterali decisioni dei Governi, con le loro modeste pensioni e con il loro lavoro di cura hanno sostenuto figli e nipoti disoccupati e inoccupati, sostituendosi a un welfare insufficiente e discriminatorio.

 

Altrettanto preoccupante è la campagna nei confronti dei pensionati cui si applica il sistema retributivo, che hanno l’unica colpa di essere andati in pensione in base alle leggi allora vigenti.

 

Parallelamente non c’è una vera messa in discussione dei privilegi previdenziali ancora esistenti.

 

Chiediamo al Parlamento, nella fase di conversione in legge del decreto, di apportare quelle modifiche che restituiscano ai pensionati giustizia, equità, diritto e diamo un chiaro sostegno alle rivendicazioni contenute nella Piattaforma unitaria.

 

A tal fine, reiteriamo la richiesta al Governo dell’apertura di un tavolo di confronto nazionale.

 

Restiamo infatti convinti come organizzazioni sindacali che la strada da privilegiare sia la contrattazione che va supportata dalla mobilitazione e dall’azione di pressione per far cambiare le norme.

 

In queste settimane incrementeremo le nostre iniziative sui territori per un più forte e incisivo rilancio della vertenza unitaria di SPI, FNP, UILP.

 

Punti qualificanti della nostra azione unitaria sono:

 

La richiesta di un sistema di rivalutazione delle pensioni all’inflazione più equo e che tenga conto dei consumi specifici dei pensionati e degli anziani.

 

La richiesta di modificare la Legge Fornero, anche per quanto riguarda la reintroduzione di forme di flessibilità di uscita dal mondo di lavoro, che potrebbero pure facilitare il turn over e l’occupazione giovanile.

 

La riduzione della pressione fiscale, a livello nazionale e locale, sul lavoro e sulle pensioni.

 

L’equiparazione della no-tax area per lavoratori e pensionati, con l’elevazione da 7.500 a 8.000 euro anche per i pensionati.

 

L’eliminazione del fiscal drag.

 

L’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati e gli incapienti, perché a parità di reddito è ingiusto escludere pensionati da un beneficio a carico del bilancio dello Stato.

 

La richiesta di una legge nazionale sulla non autosufficienza, con finanziamenti adeguati e certi.

 

Son queste le scelte necessarie per recuperare fiducia e giustizia sociale, presupposti fondamentali per la ripresa economica, produttiva e occupazionale del nostro Paese.

 

Va anche evidenziato l’impegno dei pensionati e delle pensionate per l’equità economica, fiscale e sociale.

 

Così come va evidenziato il ruolo delle persone anziane e pensionate nella società, cercando di trovare modalità comunicative efficaci per contrastare il deciso attacco mediatico in atto.Bonfanti            

 

 
Carla Cantone                                     Ermenegildo Bonfanti                         Romano Bellissima
Segretario Generale                          Segretario Generale                         Segretario Generale
Spi-Cgil                                                Fnp-Cisl                                               Uilp-Uil
 
 
Antonella Pezzullo 
    Giuseppe Gargiulo
      Massimo Sabatino
Segretario Generale                            Segretario Generale                         Segretario Generale
Spi-Cgil Campania                                Fnp-Cisl Campania                             Uilp-Uil Campania                        
 

 

 

 

 

 Il giorno 9 giugno 2015 saremo unitariamente CIGL-SPI - CISL-FNP e UIL-PENSIONATI con un presidio di protesta dalle 10.00 alle 11.00 presso Piazza del Plebiscito di Napoli dinanzi la Prefettura

 

#PENSIONATIINPIAZZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Restituire a tutti i pensionati ciò che è loro dovuto Immorale sarebbe non farlo

Dichiarazione di Romano Bellissima, Segretario generale Uil Pensionati

 

 

“Immorale sarebbe non restituire a tutti i pensionati ciò che è loro dovuto”.

Così il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima commenta le dichiarazioni del Sottosegretario Zanetti e ribadisce la richiesta di restituire a tutti i pensionati interessati quanto perso con il blocco dell’indicizzazione negli anni 2012-2013.

“Immorale – prosegue Bellissima – è emanare, prima, una norma anticostituzionale (che come sindacati contrastammo con forza, ma senza essere ascoltati) e pensare, poi, di non rispettare una sentenza della Corte Costituzionale, cioè dell’organismo garante della nostra vita democratica, che ne sancisce appunto l’incostituzionalità. Sentenza che la stessa Corte considera ‘erga omnes’.

Immorale, inoltre, è considerare ‘alte’ o ‘d’oro’ pensioni di 3mila euro lordi mensili, frutto di anni di lavoro, di contributi versati e di tasse pagate e sulle quali si continuano a pagare fior di tasse, visto che le pensioni italiane sono tra le più tassate d’Europa.

Immorale infine – conclude Bellissima – è che esistano ancora condizioni di privilegio previdenziale per le cariche elettive e di nomina, le cui pensioni si chiamano vitalizi e non rientrano nelle norme che si applicano a tutti gli altri cittadini italiani”.

 

 

Roma 7 maggio 2015

"Un Amore negato” di Salvatore Pasqualetto

 

Carissimo/a,

sono  lieto  di  invitarti  alla  presentazione in  anteprima nazionale del romanzo 

"Un Amore negato”  di  Salvatore Pasqualetto, Segretario  della  Uil   Sicilia 

che  si  terrà  il giorno 14  maggio p.v.,  alle ore 10.30, presso l’Hotel Ramada 

Naples sito in Napoli alla Via Galileo Ferraris n. 40, come da allegato invito.

      Cordiali saluti. 

 

 

                                                                                                                          Massimo SABATINO

                viagra pas cher                                                                                              Seg. Gen. UILP Campania e Napoli

 

 

CIAO MARIO

 

 

Siamo vicini in questo momento di dolore alla famiglia Sapio per la dipartita del caro Mario, tesoriere della UIL Campania.

 

La Segreteria UILP Campania e Napoli

 

Napoli 10 maggio 2015

BUON COMPLEANNO UIL

Il 5 marzo 1950 nasce la UIL per affermare il bisogno di libertà e di indipendenza dai partiti politici. Un sindacato dalla parte dei lavoratori, indipendentemente dal loro credo politico e religioso. Una scelta di campo coerente con i propri principi e idealità ereditate dai padri fondatori del Sindacalismo confederale italiano e presente nel suo DNA laico, riformista, socialista che fa della UIL il sindacato dei cittadini volto verso il nuovo, verso l'equità, la giustizia sociale, la valorizzazione del lavoro, unica vera ricchezza
del nostro Paese. Buon compleanno UIL !!!

INSIEME "NUJE PUTIMME"

Aperta la nuova campagna tesseramento 2015 UIL Pensionati

 


Per l'iscrizione e per ricevere tutte le informazioni necessarie sarà sufficiente recarsi presso una delle nostre sedi. 

 

 

Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo

12 Dicembre Sciopero Generale Nazionale

 

Sarà sciopero generale. Lo hanno proclamato Uil e Cgil, il 12 dicembre contro Jobs act e manovra. E' questo l'esito del vertice tra i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo in occasione dell'apertura del congresso della Uil. La Cisl conferma, invece, solo lo "sciopero unitario" della categoria del pubblico impiego. La Cgil ha, dunque, aderito alla richiesta del sindacato di via Lucullo e la data dello sciopero generale è stata spostata dal 5 al 12 dicembre.

 

Dopo l’insoddisfacente confronto con il Governo, il sindacato non ha ottenuto risposte sul rinnovo del contratto del pubblico impiego e sulla riforma della pubblica amministrazione. 

 

"Lo sciopero varrà per tutte le categorie. Il governo non ha intenzione di discutere con le forze sindacali, noi abbiamo esperito tutta la nostra possibilità di trovare soluzioni - ha riferito Carmelo Barbagallo - a questo punto non resta che agire e dare la parola ai lavoratori, ai pensionati e ai disoccupati". 

 

Dal palco del XVI congresso nazionale della UIL che chiude la stagione di Angeletti, il segretario uscente ha posto l'accento sul dramma disoccupazione in Italia e in Europa, che "è la dimostrazione che la ricetta per uscire dalla crisi imposta dall'Europa non funziona". “La recessione non è finita né è terminata la distruzione di posti di lavoro” ha affermato Angeletti davanti a una platea di 1100 delegati provenienti da tutta Italia e alle delegazioni straniere. Angeletti ha sottolineato che mentre "negli ultimi quattro anni le condizioni del Paese sono notevolmente peggiorate", la Uil vuole rappresentare i lavoratori "non con le ginocchia piegate, anzi, con una grande voglia di riscatto".

 

Angeletti ha difeso il ruolo delle organizzazioni dei lavoratori messe in discussione dal governo Renzi. "Forse ci sarà ancora qualcuno che prova a far funzionare l'iPhone con un gettone telefonico, ma sarebbe altrettanto fuori dalla realtà chi si ostinasse a governare il paese con un tweet. 

 

Per Angeletti occorre finalmente avere una politica industriale, attuare una riforma fiscale che riduca le tasse su lavoro e pensioni, programmare una serie di interventi per ridurre burocrazia e sconfiggere la corruzione e infine riformare la legge Fornero.

 

Tra applausi e commozione, dopo 14 anni, il leader Angeletti lascia una uil vincente nelle mani del prossimo segretario generale che sarà formalmente eletto venerdì 21 novembre.

 

Solidarietà ai lavoratori dei servizi pubblici. Delegazione Uilp alla manifestazione dell'8 novembre

“I pensionati della Uil esprimono solidarietà ai lavoratori dei servizi pubblici,  della conoscenza, della sicurezza e soccorso, colpiti in questi anni dal blocco delle retribuzioni e del turn over, dall’ampliamento indiscriminato della precarietà e da tagli lineari che hanno colpito il settore e stanno portando i servizi pubblici al collasso”. È quanto dichiara il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima.

“Come Uilp – prosegue Bellissima – condividiamo le ragioni della manifestazione confederale unitaria dei lavoratori dei servizi pubblici di Cgil, Cisl, Uil del prossimo 8 novembre a Roma e saremo presenti in piazza con una delegazione per esprimere la nostra vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori. Si tratta infatti di una mobilitazione in difesa del diritto dei cittadini a servizi più efficienti e di migliore qualità, con lavoratori rispettati, valorizzati, adeguatamente formati e retribuiti il giusto.

I pensionati e gli anziani sono tra le categorie di cittadini più colpite dai tagli al welfare che stanno mettendo seriamente in discussione il diritto alla salute sancito dalla Costituzione e quei valori di solidarietà, equità e ridistribuzione che dovrebbero essere alla base di uno stato sociale efficiente e adeguato ai bisogni di tutti.

Insieme ai lavoratori dei servizi pubblici, come Uilp chiediamo che siano garantiti la salute, la sicurezza e il soccorso, l’istruzione, la prevenzione, l’assistenza, la previdenza, la ricerca, attraverso l’innovazione e l’investimento nelle competenze, nella formazione, nel lavoro di qualità.

Il Governo dia il buon esempio: rinnovi i contrattie assuma i precari.

La Uilp, infine, – conclude Bellissima – parteciperà con sue delegazioni a tutte le manifestazioni e le mobilitazioni indette dalla Uil o unitariamente da Cgil, Cisl e Uil per il lavoro, lo sviluppo e

perché le proposte del sindacato confederale, che rappresenta milioni di cittadini, pensionati e lavoratori, diventino parte delle politiche del Governo e del Parlamento”.

Legge Stabilità, il 5 novembre mobilitazione nazionale dei Sindacati dei pensionati

Una giornata di mobilitazione nazionale unitaria delle Organizzazioni sindacali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per chiedere al governo interventi urgenti su reddito da pensione, fisco, welfare, sanità e non autosufficienza. È quella in programma per il prossimo 5 novembre che vedrà i tre sindacati impegnati contemporaneamente in tre città:

a Milano, al Teatro Nuovo (Piazza San Babila), con le conclusioni di Carla Cantone, Segretario generale Spi-Cgil;

a Roma, all’Auditorium della Conciliazione (Via della Conciliazione 4), con le conclusioni di Gigi Bonfanti, Segretario generale Fnp-Cisl;

a Palermo, al Teatro Politeama (Via Castrofilippo 90), con le conclusioni di Romano Bellissima, Segretario generale Uilp-Uil.

Le manifestazioni si terranno nella mattinata, con inizio intorno alle 9,30 e termine intorno alle 13,30.

Al centro della mobilitazione unitaria ci sarà il rilancio della piattaforma unitaria delle tre organizzazioni, con la richiesta specifica al governo di politiche a sostegno dei pensionati e degli anziani, a partire dalla estensione anche a loro del bonus di 80 euro, più volte promessa dal Presidente del Consiglio. I sindacati ritengono, inoltre, grave la scelta di ridurre il Fondo nazionale per le non autosufficienze (già inadeguato nello stanziamento dell’anno precedente) e di procedere ancora una

volta con tagli lineari alla sanità e agli enti locali, che si tradurranno inevitabilmente in una ulteriore riduzione dei servizi di welfare e di assistenza alle persone anziane.

Spi, Fnp, Uilp ritengono necessarie una più incisiva lotta agli sprechi e ai privilegi e misure più efficaci per rilanciare lo sviluppo, il lavoro e l’occupazione e per far ripartire il Paese.

Con la mobilitazione Spi-Fnp-Uilp chiederanno, quindi, al governo di occuparsi dei pensionati attraverso la tutela del loro reddito, l'alleggerimento del carico fiscale e destinando risorse al welfare,

alla sanità e alla non autosufficienza, a partire da questa legge di stabilità: misure che si rendono oramai indispensabili per ridare ad ogni pensionato e allepersone non autosufficienti il sostegno necessarioper una vita dignitosa.

 

#NoiStiamoSereni

Pensioni: l'impoverimento dei pensionati si ripercuote sull'intera società

Subito misure a favore di anziani e pensionati:

 

Dichiarazione del Segretario generale Uil Pensionati Romano Bellissima “I dati diffusi oggi dall’Istat confermano una situazione che come Uilp denunciamo da tempo.

Milioni di pensionati vivono ormai in condizioni di povertà e altri milioni si impoveriscono giorno dopo giorno”.

È quanto dichiara il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima. “Oggi il loro dramma – prosegue Bellissima – ha ripercussioni sociali ancora più gravi, perché negli ultimi anni di gravissima crisi i pensionati hanno svolto, e stanno svolgendo, un ruolo di vero ammortizzatore sociale e con i loro redditi sostengono le famiglie di figli e nipoti, di chi il lavoro lo ha perso o non lo trova. L’impoverimento dei pensio nati si ripercuote quindi direttamente sull’intera società, producendo una crescita della povertà e del disagio di moltissime famiglie italiane. Si corre il rischio di andare verso una vera rottura sociale.

Il Governo è però insensibile alle difficoltà dei pensionati. Ci scontriamo contro un muro di gomma. Per questo, come Uil Pensionati, e unitariamente come Sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, negli ultimi mesi ci siamo mobilitati con manifestazioni in tutto il Paese per chiedere al Governo, al Parlamento, alla politica e alle istituzioni nazionali e locali attenzione alla condizione delle persone anziane e pensionate. Chiediamo la rivalutazione delle pensioni, l’allargamento del bonus di 80 euro anche ai pensionati, la riduzione della pressione fiscale per i lavoratori e per i pensionati, una legge nazionale per la non autosufficienza, la difesa del welfare nazionale e locale.

Ai Comuni chiediamo riduzioni della fiscalità locale, delle addizionali e migliori servizi sociali. Chiediamo anche misure per il lavoro e per i giovani, perché non siamo un sindacato corporativo e crediamo nella solidarietà tra le generazioni. La nostra mobilitazione proseguirà. Stiamo intensificando le mobilitazioni a livello locale e stiamo pensando a iniziative più incisive a livello nazionale. Il Governo, il Parlamento, le istituzioni ci devono ascoltare e devono ascoltare i milioni di anziani del nostro Paese, che rappresentano oltre il 20% della popolazione. Senza misure che interessino anche i pensionati e gli anziani – conclude Bellissima – l’Italia non potrà uscire dalla crisi e riprendere la via dello sviluppo e della coesione”.